Novembre, il mese dedicato al ricordo: i riti funebri in italia e nel mondo

Il mese di novembre… A quanti dà un velato senso di malinconia, di tristezza?

Sarà che le giornate ci accorciano, le ore di sole sono poche e il freddo bussa alle porte delle nostre case.

Novembre poi è sempre ricordato per la commemorazione dei defunti.

La ricorrenza è preceduta da un tempo di preparazione e preghiera in suffragio dei defunti della durata di nove giorni: la cosiddetta novena dei morti. Alla commemorazione dei defunti è connessa la possibilità di acquistare un’indulgenza, parziale o plenaria, secondo le indicazioni della Chiesa Cattolica.

Ma in questo caso non c’è tristezza che dovrebbe invaderci. Certo, l’assenza dei nostri cari in questo mese si sente forse in modo più marcato; proviamo però a vederla proprio come una commemorazione, un omaggio e un ricordo positivo.

«Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!» (Giobbe)

Una festa quindi? Sì, un modo per ricordare con il sorriso chi non c’è più, e in tanti parti del mondo il rito dei defunti è celebrato anche con tipicità gastronomiche del territorio.

Come dimenticare però il modo più bello di ricordare un defunto: portare un fiore al cimitero. Di questo abbiamo parlato in diversi articoli perché ogni stagione ha un fiore. I fiori primaverili sono ovviamente diversi dai fiori autunnali in quanto temperature e resistenza sono diversi!

 

“Ma come scegliere i fiori migliori in questa stagione? Questa volta forse dovremo fare un po’ i conti con la stagionalità. Sicuramente se conosciamo bene la persona che ci ha lasciato, portare i suoi fiori preferiti è il gesto più bello per sentirlo/a ancora vicino; ci sono però alcuni fattori da prendere in considerazione tipo il periodo dell’anno.”

[…] I garofani sono fiori robusti che non si appassiscono facilmente e, nel mondo dei fiori, sono tra quelli con la maggiore capacità di sopravvivenza. Durano per giorni e sono anche tra i fiori che durano di più in vaso e possono rimanere freschi fino a tre settimane se gli si danno le giuste cure e attenzioni.”

A proposito di tradizioni, diamo uno sguardo al resto del mondo?

Non possiamo non citare Halloween con le zucche intagliate. Sapete da dove deriva questa tradizione?

Leggenda vuole che Jack, un grande bevitore di birra, che, dopo essere riuscito a imbrogliare il diavolo in persona, una volta morto non fu accettato né all’inferno né in paradiso. Così, mentre vagava senza meta, per fare un po’ di luce prese una grossa rapa, ne tolse la polpa, fece dei buchi attorno e ci mise dentro alcune braci ardenti. E da allora vaga nell’aldilà con la sua lugubre lanterna.

A Singapore per esempio si festeggiano i fantasmi affamati, per celebrare l’assoluzione delle anime dei morti; oppure in Messico ci sono i famosi “dias de los muertos”, una celebrazione che arriva dalle popolazioni pre-ispaniche, più familiare che pubblica, il momento in cui si ricordano e si onorano i propri familiari defunti, che nella notte tra l’1 e il 2 novembre passano il “ponte” dall’Aldilà per unirsi alle proprie famiglie, ma solo se vengono ricordati e la loro foto esposta sull’altare familiare.

Andando in Oriente, la festa dei morti in Cina cade in aprile. In questa occasione la famiglia si reca presso le tombe dei propri cari e se ne cura, sistemando le piante, pulendo e ridipingendo i caratteri sulla tavoletta tombale. Poi, sulla tomba mette cibo in offerta e bastoncini di incenso da bruciare. Tè e vino vengono versati attorno alla tomba assieme al riso.

Questo vagando per il mondo, ma in Italia? Anche qui le tradizioni sono diverse nelle varie regioni, vediamo alcune:

  • Valle D’Aosta: si lasciano pietanze sui davanzali per i morti;
  • Piemonte: si apparecchia la tavola con un posto in più, nel caso in cui il defunto venga a fare visita;
  • Emilia Romagna: il cibo da lasciare ai defunti viene scambiato di casa in casa;
  • Abruzzo: il tavolo da pranzo apparecchiato e si accendono tanti lumini quante sono le anime care;
  • Calabria: tavola apparecchiata e un mazzo di carte nel caso in cui il defunto fosse un uomo.

Tradizioni, ricordi, emozioni: parole che da sempre fanno parte e ci accompagnano nel nostro lavoro, un lavoro spesso difficile e complicato ma che svolgiamo con tanta umiltà e rispetto.

Ecco perché vogliamo farvi conoscere da vicino il nostro quotidiano, raccontandovi di noi anche attraverso curiosità dal resto del mondo.

Avete per esempio letto l’articolo sui Nativi d’America?

“Ecco perché per loro il concetto di Morte non è la “fine” di qualcosa ma una tappa del cerchio sacro, il simbolo che rappresenta la manifestazione di Wakan-Tanka, il Grande Mistero, che per tutti i nativi d’America è la massima divinità. Il passaggio della vita alla morte quindi, non era che un viaggio nel quale, chi rimaneva sulla terra, non si sentiva mai abbandonato grazie alla presenza di spiriti guida che si palesavano sotto forma di animali o forze soprannaturali ed assumono nomi diversi in relazione alla popolazione che li venera.”

Se vi è piaciuto, tante altre notizie vi aspettano sul nostro blog!